Il viaggio attraverso il cibo


Qualche settimana fa ho partecipato alla serata conclusiva del progetto l’Infinito Viaggiare: storie, letture e racconti della”società del migrare”, progetto coordinato dall’associazione LIES (laboratorio d’inchiesta economica e sociale) che ha avuto l’obbiettivo di dar vita a dei percorsi culturali in grado di favorire la coesione sociale.

Il progetto è stato articolato in varie azioni da parte di più soggetti partecipanti nel corso di tutto l’anno 2016: alcune librerie indipendenti, alcune associazioni e cooperative che si occupano di integrazione, educazione e teatro. Le azioni implementate si sono suddivise in una serie di presentazioni di libri, di incontri, di mostre e anche di un paio di passeggiate interculturali sul tema delle immigrazioni e del cibo, dal titolo: in viaggio attraverso il cibo…il piatto dell’amicizia”.

Il cibo infatti parla di noi, delle nostre origini, dei nostri gusti e disgusti.

Ecco perchè l’abbiamo utilizzato come un marcatore tangibile e simbolico dei confini che caratterizzano lo spazio sociale.

“Mangiare è distinguere, discriminare, ma è anche includere e accogliere” cit. Pamela Pasian

Come Associazione Vite in Viaggio abbiamo portato avanti l’iniziativa attraverso eventi aperti a tutta la cittadinanza: delle passeggiate, appunto per scoprire degli spazi urbani con gli occhi di giovani migranti o di origine migrante per elaborare insieme dei tragitti, partendo dal loro sguardo della città e sulle traiettorie che quotidianamente percorrono.

Nello specifico, in collaborazione con la Prof.ssa Franca Bimbi, dell’Università degli studi di Padova, assieme a Pamela Pasian, ricercatrice di sociologia dipartimento FISSPA, e Carmen Gurinov, accompagnatrice turistica, abbiamo fatto un bando per selezionare 10 immigrati o figli di immigrati (nati in Italia o all’estero) dai 18 ai 35 anni per intraprendere un percorso come accompagnatori interculturali.

Il lavoro si svolto in due incontri in aula; nel primo abbiamo cercato, come organizzatori, di innescare la conoscenza tra le partecipanti (si, 5 ragazze! ) e di coordinare un dibattito a proposito dei diversi cibi, stili e abitudini nei vari paesi di origine.

Poi nel secondo incontro abbiamo approfondito gli aspetti più tecnici per la creazione di itinerari turistici nella città di Padova: il turismo tematico, la definizione di itinerari costruiti, pensando al tema specifico del cibo. Inoltre abbiamo sottolineato come l’esperienza potesse essere un chiaro esempio di turismo responsabile, cercando di comprendere quali caratteristiche avrebbe dovuto avere:

  • partecipazione attiva delle varie attività coinvolte (negozi, ristoranti, locali, bar) con una piccola intervista fatta al responsabile dell’attività per far comprendere ai partecipanti la provenienza dei migranti e trasmettere al pubblico le motivazioni che li hanno portati fin qui;
  • mobilità sostenibile: muoversi a piedi o utilizzando i mezzi pubblici;
  • coinvolgimento della comunità per l’organizzazione dell’evento e per lo sviluppo di un confronto aperto tra i partecipanti;
  • ri-scoperta di itinerari urbani visti con gli occhi di chi ci abita.  

Che altro dirvi? Per me, come co-organizzatrice, è stata un’esperienza professionale sicuramente molto stimolante che mi ha permesso d’apprendere cose nuove e di capire meglio punti di vista e di gusto  😉 diversi dal mio e altrettanto gustosi, ve lo assicuro! Sono stata molto orgogliosa perchè ho visto le ragazze crescere, le accompagnatrici interculturali, Sonya, Meriem, Marcela, Francesca, Leyla, hanno preso via via maggiore sicurezza nel prendere contatti con i gestori dei locali, nella collaborazione reciproca, nel parlare in pubblico e alla fine sento che hanno acquisito maggiore fiducia in loro. Abbiamo raccolto il frutto delle passeggiate costruite e le ricette del loro paese in una guida che potete scaricare qui in formato pdf: http://bit.ly/2lPQbYX

Non vedo l’ora che arrivi il prossimo incontro con loro, perchè il progetto delle passeggiate interculturali riparte anche quest’anno a partire da marzo con alcune ore di formazione in aula alternate da 3 passeggiate in giro per a città.

Alla prossima passeggiata interculturale!

Personal branding per le persone e per gli hotel

Sto sviluppando giorno per giorno maggiore consapevolezza delle mie potenzialità e in un ottica di farmi conoscere meglio e far capire di che cosa mi occupo ho iniziato un per-corso di personal branding per Francesca. Di che cosa si tratta? Di un’attività personalizzata di promozione di se stessi, in cui partendo dai propri punti di forza, si ha l’obbiettivo di accrescere la propria visibilità perché, col tempo, ci venga riconosciuta come una competenza e si acquisisca una reputazione che online viene detta web reputation.

Qualche settimana fa ho trascorso alcune ore per dedicarmi a sviluppare il mio personal branding, partendo proprio dall’immagine assieme ad una professionista di gran qualità: si chiama Silvia Pasquetto ed è una fotografa. Conoscevo Silvia da un po’ grazie ad alcuni amici in comune e la ammiravo perché ritengo abbia il gran dono di saper catturare lo sguardo e il momento giusto per scattare la foto, cogliendo la luce nelle persone fotografate. Inoltre questo mese ho iniziato un corso di fotografia per imparare e migliorare la mia tecnica fotografica e l’ho contattata per chiederle dei consigli a proposito dell’attrezzatura da utilizzare e lei si è sempre dimostrata disponibile e gentile. E’ per tutti questi motivi che, quando ho pensato ad una professionista a cui chiedere alcuni scatti per il mio blog mi è venuta in mente subito lei.

Abbiamo fatto prima un incontro preliminare per capire bene cosa volevo e poi zack! È scattato lo shooting fotografico! Wow, che bella esperienza! Siamo partite subito con un caffè e un pezzo di dolce per darci la carica 😉 e poi abbiamo selezionato insieme il trucco e l’abbigliamento, compresi gli occhiali: a me tanto cari! Per il parrucco ovvero sia per i capelli avevo già provveduto il giorno prima (come mi era stato saggiamente consigliato). Prima di cominciare abbiamo concordato assieme di fare alcuni scatti mentre ero seduta alla mia scrivania intenta a lavorare; successivamente Silvia ha fotografato alcuni oggetti che evocano e ricordano la mia attività, una sintesi tra chi sono e cosa faccio.

E’ proprio vero che l’immagine è importante ed è una cosa imprescindibile oggi giorno quella di trasmettere emozioni ed esperienze attraverso delle immagini. E’ proprio per questo che veniamo riconosciuti, valutati e ricordati.

Tutto questo non vale solo per le persone ma è una buona regola, valida per tutti, anche per le strutture ricettive come alberghi, B&B e agriturismi.

Creare la propria immagine, costruirci un brand, associando delle forme che ci assomigliano e rappresentano e poi comunicare la nostra esistenza e farlo con una certa costanza è essenziale. Ed essenziale è anche affidarsi a dei validi partner per trasmettere il nostro messaggio sia online che offline in maniera appropriata.

E tu, caro albergatore, hai qualcuno che cura la tua immagine ed esalta i punti di forza del tuo albergo? Nel caso in cui tu risponda scuotendo la testa, contattami, posso aiutarti a dare visibilità alla tua struttura e farla conoscere attraverso alcune azioni specifiche di web marketing.